Intervista a Espedito Semprevivo

Espedito Semprevivo intervista PAM Photo Art Market

Espedito Semprevivo e il concetto di bellezza calviniana

Che studi hai fatto?

Ho frequentato l’Istituto Tecnico Industriale con indirizzo Chimica Industriale, anche se ero portato per il disegno artistico.

Quali giochi preferivi nell’infanzia e da ragazzo?

Da piccolo mi piacevano molto i Lego, ci giocavo spesso a casa di mio cugino, perché malgrado l’avessi sempre richiesto come dono di Natale, arrivava puntualmente tutt’altro. Buona parte del tempo lo trascorrevo a disegnare e strimpellare la chitarra.

Quali sono le esperienze personali che credi abbiano definito la tua personalità?

L’esperienza che ha inciso maggiormente sulla mia personalità è stato il rapporto con mio padre. Era un creativo, un artista mancato. La sua arte la esprimeva fabbricando oggetti e non solo, fra le tante cose a di cui era appassionato era il modellismo navale.

Credi di aver subito qualche tipo di trauma, nel bene o nel male, che ti ha portato ad intendere la fotografia in un certo modo?

L’unico trauma che ho subito è stato quando ha smesso di funzionare la fotocamera del mio costosissimo smartphone: nonostante l’avessi fatta riparare, continuava a non funzionare, ed un sabato pomeriggio di 3 anni fa, acquistai la mia prima fotocamera usata e da allora non ho più smesso di scattare foto.

Quali libri leggevi da ragazzo e quali oggi? Il libro o una canzone che ha cambiato la tua vita?

Da ragazzo non ero un avido lettore, erano pochi i libri che catturavano il mio interesse, sicuramente il Fu Mattia Pascal di Pirandello e l’Uomo Invisibile di Wells, nei quali emerge la solitudine del personaggio agli occhi della società. Non c’è una canzone in particolar modo che abbia inciso nella mia vita ma di sicuro la musica Rock.

Possiedi un gatto o un cane? Vuoi raccontarci il rapporto che hai con lui?

Non ho mai posseduto un cane o un gatto, ma hanno sempre fatto parte della mia vita; ci ho giocato ed ho anche sofferto per loro.

Quali sono per te i film che dovrebbe vedere un fotografo?

Non mi sento di dare alcun consiglio in tema di cinema, ma quelli che mi hanno personalmente colpito sono Il Cielo Sopra Berlino di Wenders, Smoke di Wayne Wang ed Uccellaci e Uccellini di Pasolini.

Pensi che nella tua ricerca visiva ci sia

Nella mia ricerca c’è l’attenzione del surreale, in cui traspare quella sorta di vena malinconica.

Come ti sei avvicinato alla fotografia?

Il mio approccio con la fotografia è sempre stato istintivo e naturale, credo di non aver mai coltivato veramente il rapporto con la fotografia.

Quali fotografi/artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Come dicevo sopra prima ho un rapporto naturale con la fotografia e per tanto non mi ispiro a nessun artista in particolare, esprimo istintivamente la mia creatività.

Cosa cerchi di cogliere ed esprimere attraverso la fotografia?

Momenti in cui riesco ad accordare le emozioni interiori con le immagini esterne.

Cos’è per te la bellezza?

Secondo me la vera bellezza è nei classici che, come diceva Calvino, “non smettono mai di dire tutto quello che devono dire“.

Arte e fotografia. Secondo te qual è il confine, se c’è, nella fotografia affinché possa essere considerata arte.

Ritengo che l’arte sia un modo di dare forma alle emozioni interiori, una forma di linguaggio che a sua volta trasmette quell’energia evocativa suscitando emozioni in chi ci si accosta.

Descrivi un mondo migliore.

Sono stato sempre d’accordo con Leibniz: il nostro è il migliore dei mondi possibili.

Nel tuo Pantheon immaginario di artisti o fotografi eccellenti, chi c’è? Perché?

Di artisti contemporanei e non, posso stilare una breve lista di quelli che sento vicini in maniera emotiva. A partire dalla pittura cito De Chirico, Mirò, Lempicka, Hopper, mentre fra i fotografi che mi hanno emozionato ci sono Erwitt, Fontana, Ghirri, Gruyaert. Ognuno di loro fa scaturire in me delle emozioni, le stesse che provo quando fotografo.

Secondo te chi è il tipo di persona che acquista le tue foto al PAM?

Coloro che guardano il mondo con i miei stessi occhi.

Cos’è per te il PAM?

Il PAM rappresenta il luogo in cui mostrare agli altri la mia interazione con il mondo che mi circonda che può essere un particolare o un momento di totale solitudine personale.